Broni - L'Oltre Po

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Broni

PAESI E CITTA' IMPORTANTI > Sulla Via Emilia


BRONI

Infopoint per l'Oltre Po


Anche se un po' fuori dai confini dell'Oltre Po Iriato alcuni paesi rivestono un'importanza storica e sono un contributo alla conoscenza del territorio.


L'etimologia Bròn fa pensare al celtico Brun nel senso di fonte o sorgente (a Vienna la località di Schonbrunn, residenza imperiale, significa bella sorgente. e a Broni c'è la fonte che origina il rio Frate che confluisce nel rio Bedo.

Broni è l'antica Camillomagnum i cui reperti non sono ancora stati ritrovati, presumibilmete perchè si trovano ad una profondità rilevante che ne rende difficile ed onerosa la ricerca. Camillomagnum è citata nella Tavola Peutingeriana http://it.wikipedia.org/wiki/Tavola_Peutingeriana

Durante lo scavo dell'area cosiddetta dell'albergo Gallo sono emerse tracce di un pozzo e di uno sperone di fortificazione.


Altri identificano con Redavalle, luogo di notevoli ritrovamenti d'epoca romana, le distanze indicate dai suddetti itineraria maggiormente si identificano a Broni.


Potrebbe non esserci continuità tra Camillomagus e Broni, che sorse nell'alto medioevo. Anche se la prima citazione (da un placito piacentino dell 859 in cui intervenne un certo Teopertus de Breonis) non sembra proprio potersi riferire a Broni, anche se la ipotetica appartenenza al comitato dell'Aucia appare inverosimile (trovandosi questo tra Piacenza e Parma), è indubbio che Broni appaia attorno al 1000 come un luogo di una certa importanza, dotato di una vasta Pieve appartenente alla diocesi di Piacenza, e sede nel 1047 di un placito presieduto dal giudice imperiale Rainaldo.


Nel 1164 è citato nel diploma con cui l'imperatore Federico I poneva l'Oltre Po nella giurisdizione pavese.
Con Pavia tenne la parte ghibellina, cosicché la lega delle città guelfe la diede alle fiamme nel 1216. Un'altra distruzione avvenne nel 1372, a opera di Giovanni Acuto.


Il centro di Broni
San Contardo

Nel 1249 giunse a Broni, diretto a Santiago de Compostela, il giovane principe Contardo d'Este; ammalatosi gravemente, morì a Broni non curato dagli abitanti del paese, dove è tutt'ora sepolto e dove ben presto, anche in seguito ad alcuni prodigi (la leggenda narra che, al momento della sua morte, le campane delle chiese si misero a suonare da sole ed attorno al suo corpo si accesero numerose fiammelle), si creò una intensa devozione verso la sua figura, tanto da farne il santo patrono cittadino.

Broni fu uno dei capisaldi della potenza pavese, e nel 1290 cadde sotto la diretta signoria della famiglia che aveva allora il predominio in città, i Beccaria. Probabilmente la signoria su Broni finì per essere spartita tra alcune delle linee in cui questa casata si era suddivisa, e ciò rende abbastanza difficile ricostruire esattamente la storia del feudo, che è comunque assai complessa.


Nel 1406 questo feudo, che già era molto esteso, comprendendo Casanova Lonati, Barbianello, parte di San Cipriano Po, Redavalle e forse altri luoghi verso la collina, fu ulteriormente accresciuto quando gli intrighi dei Beccaria fecero sì che (nel 1406) venissero confiscati e dati a loro i grandi feudi dei Sannazzaro, signori della valle Scuropasso; così al feudo bronese si unirono temporaneamente anche luoghi come Cigognola e Pietra de' Giorgi.


Già nel 1415 però, essendo coinvolti alcuni dei Beccaria nella congiura contro il duca di Milano, Filippo Maria Visconti, il quale confiscò a costoro metà del feudo di Broni, dandolo alla famiglia del giovane che aveva rivelato la congiura,gi. 


Questa parte del feudo comprendeva in particolare Cigognola, Giorgio e il fratello Alessandro furono nominati Conti di Broni, e assunsero il cognome Visconti Scaramuzza (da Alessandro discese la linea bronese).


Nel 1466 i redditi dell'intero feudo di Broni furono assegnati a Giovanni Bolognini Attendolo, da cui passarono ad altri (Manfredi, Trotti) e furono infine (attorno al 1530) acquistati da Carlo Visconti Scaramuzza, nipote di Alessandro.


Nel 1536, morì Pietro Beccaria, l'ultimo discendente del ramo della famiglia che aveva mantenuto l'altra metà del feudo di Broni: essa fu allora acquistata da Pietro Paolo Arrigoni di Milano, che successivamente rilevò dai Visconti Scaramuzza le loro quote del feudo di Broni: da allora essi restarono solo nominalmente conti di Broni (di fatto erano solo signori di Cigognola), mentre feudatari effettivi erano gli Arrigoni (con il titolo anch'essi di Conti di Broni dal 1708); e tali rimasero fino all'abolizione del feudalesimo nel 1797, anche se la loro signoria fu resa difficile da liti tra le varie linee in cui si era divisa la famiglia.

Gli Arrigoni, benché feudatari di Broni, non erano grandi possidenti nel comune: massimi proprietari erano invece i Mandelli, feudatari di San Damiano al Colle, mentre nel vicino comune di Vescovera (oggi frazione di Broni) i Gambarana, feudatari di Montesegale, possedevano praticamente l'intero territorio.


In questo periodo Broni continuò a essere un centro importante (all'inizio del XIX secolo contava circa 2700 abitanti), e sotto i Savoia (che avevano annesso l'Oltrepò nel 1743) fu sede (insieme a Voghera e a Varzi) di uno dei tre cantoni giudiziari in cui l'Oltrepò era stato diviso. Nel territorio dell'attuale comune di Broni esistono alcune località che furono a loro volta Comuni.

Broni era collegata a Stradell e alla valle Versa da un tram elettrico in sede propria che giungeva da Voghera dove c'era un interscambio con Rivanazzano e Volpedo e Tortona. Una metropolitana a cielo aperto che una gestione miope ha distrutto come avvenuto nella famosa Voghera - Varzi. Questo reticolo tramviario, opportunamente ammodernato, avrebbe potuto eguagliare la Svizzera e dare un forte impulso al turismo e al commercio.


Broni è una capitale del vino di Oltre Po i suoi vini sono rinomati in tutt'Italia e all'estero citiamo il Barbacarlo esclusiva di no Maga, il Sangue di Giuda e il Buttafuoco oltre che ai tradizionali Barbera Bonarda Riesling, Moscato e Malvasia. Innumerevoli altri vini sono qui documentati in Terre d0oltrepò.


Si affianca il Vino Butunon dal nome dialettale dato agli abitanti di Broni prodotto dalla cantina sociale di Broni.

http://it.wikipedia.org/wiki/Broni

Broni è anche nota per essere il paese natale di Caterina Medici processata come strega e mandata sul rogo a Milano nel 1617

http://www.lombardiainrete.it/13/articoli/Articolo/?t=139&Ta=Storia

Il luogo delle esecuzioni era Piazza Sant'Eustorgio sede dell'Inquisizione.
http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=/index.php?lev=134&cmd=v&id=12454

Scavi archeologici area ex Gallo
Scavi sull'area ex Gallo
Video Broni e San Contardo
Cappella di Rio Frate


CAPPELLA MADONNA DEL RIO FRATE
La cappella della Madonna del Rio frate è stata edificata ad opera della popolazione nel 1667. La struttura è stata modificata parecchie volte: nel 1854 è stato inserito il porticato e nel 1871 è stata ingrandita la costruzione. Poi, a causa di problemi strutturali, l'antica cappella è stata quasi interamente ricostruita nel 1912.
Questo luogo di culto è situato lungo la strada che da Broni porta alle fonti di Recoaro; è meta di numerosi pellegrini che si fermano a pregare e ad accendere ceri votivi alla Madonna.








Nell'appendice del libro di Mino Baldi "Il Castello di Montué" L'autore riproduce la carta moneta stampata nel 1872 a cura sella Società operaia di Broni per sopperire alla mancanza di moneta del Regno d'Italia, con il patrocinio del Conte Giacomo Rota Candiani, il cui stemma è riportato sulle banconote.




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