La geologia - L'Oltre Po

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La geologia

IL PAESAGGIO

IL PAESAGGIO



Il paesaggio dell'Oltre Po è molto diversificato per la grande evoluzione a cui hanno contribuito fattori geologici, climatici e sopratutto antropici.

Dalla foresta primordiale di roverelle, aceri pioppo tremulo, pioppo bianco, pioppo nero, salici celle diverse specie, Prunus padus e molte altre tipiche del piano, compresa l'introduzione del Gelso nel periodo di coltura ed allevamento del baco da seta. Si passa, verso il colle, al castagno, frassino, faggio e tutte le conifere in particolare pino nero, silvestre, strobo e poi abete bianco e abete rosso (Picea) tasso, larice.

L'arrivo dell'uoma provocò una prima alterazione per i disboscamenti che consentirono la fabbricazione di abitazioni ed opere di difesa, il riscaldamento e la cottura dei cibi e terracotte consentendo la creazione di appezzamenti coltivabili dopo il dissodamento prima manuale e poi con primordiali aratri a trazione umana o animale.

I campi erano coltivati essenzialmente a cereali: grano farro, avena, orzo, grano saraceno, miglio.

Gradualmente si passò alle cotlture arboree ed in modo particolare ai vigneti. Da notare che le arature erano orientate secondo il sistema del cavalcapoggio i solchi seguivano le linee delle curve di livello con una leggera pendenza e questo riduceva il fenomeno del ruscellamento delle acque di superficie e conseguente erosione.

Con l'avvento delle trattrici agricole e gli scassi profondi per l'impianto di vigneri e frutteti si seguì il rittochino e cioè le linee di massima pendenza stravolgendo l'assetto geologico e il paesaggio, favorendo le frane e gli smottamenti.

Il paesaggio arboreo attuale è dominato dalla Robinia, specie infestante introdotta nell'800 a scopo decorativo, essa si appropria dei terreni abbandonati, dando peraltro un contributo al consolidamento ma impedendo la diffusione delle altre piante indigene.

La costruzione di nuove strade ed autostrade ha contribuito ad una nuova alterazione del paesaggio cosi come la costruzione disordinata di case e insediamenti immobiliari qualche volta abusivi inoltre le discariche e l'apertura di cave di argilla per l'industria laterizia e le cave di sabbia e ghiaia ha  no dato un ulteriore colpo al paesaggio e all'equilibri ambientale.

Attualmente, cessata la "fame di nuove terre" si cerca di rimediare con rimboschimenti, inerbimenti e buona regimazione delle acque. indispensabile la presenza umana sul rerritorio per i lavori di manutenzione e l'allarme degli incendi.

I pascoli di alta  collina sono stati abbandonati dagli armenti a favole della stabulazione fissa e sono diventati preda delle erbe infestanti. Si tenta oggi il loro recupero reintroducento il pascolo estivo degli animali: bovini ed ovini a tutto beneficio della qualità del latte e carne prodotta.

Della foresta primordiale restano solo nicchie nelle oasi naturalistiche quali il Bosco Negri a Pavia.


ASPETTI GEOLOGICI IN OLTRE PO

Orridi di Marcellino a Torrazza Coste
Calanchi in Valle Staffora
Sabbioni a Corneliano di Pozzolgroppo
Septaria dello Staffora
Marne del Pertuso
Marne a Pizzocorno


Sulle colline che collegano Nazzano e l'alta collina di Godiasco si snoda il "Sentiero dei castagni secolari" e l'abitato di Gomo col castello e il geosito omonimo che racchiude affioramento rocciosi e l'orrido di Cadezzano.

http://ok-ambiente.com/2011/05/26/sul-sentiero-dei-castagni-trekking-a-rivanazzano-terme/http://ok-ambiente.com/2011/05/26/sul-sentiero-dei-castagni-trekking-a-rivanazzano-terme/

http://www.tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php?idArticolo=8167


Nella zona di Pozzolo Formigaro, presso Novi Ligure (vedi civiltà della terra cruda) , sono note le case di terra cruda costruite con l'argilla rossa del suolo. Questa argilla contiene molta ghiaia e non può essere utilizzata per produrre laterizi ma bagnata e compressa in casseforme viene lasciata asciugare al sole ottenendo i Tròn caratteristiche costruzioni che le intemperie tendono a demolire.

http://www.comunepozzolo.it/trunere.php

http://mtb.oltresentieri.com/Bin_html/ItinerariMTB/ItinerariTematici/NotizieUtiliTM.htmlml

GEOLOGIA E PALEONTOLOGIA


La geologia dell'Oltre Po è legata ai grandi movimenti e alla tettonica che ha consentito la creazione della valle padana e quindi legata alle vicende di tutto il territorio.


I pesci batiali e le otoliti di Pizzocorno


A Pizzocorno nella valle Staffora sono state trovate nelle argille che caratterizzano il territorio, le otoliti (formazioni calcaree che nell'interno della testa del pesce segnalano la loro profondità) di 13 specie diverse di pesci batiali, vivevano ad una profondità di oltre 500 metri, il che dimostra come quelle terre fossero un fondale profondo nel Oligocene inferiore. Il ritrovamento è stato al centro di un grande convegno a Voghera nel 1987 organizzato dal gruppo geopaleontologico di Voghera che cura il museo situato nei locali restaurati dell'ex caserma di cavalleria.


Il ritrovamento e l'importanza scientifica fu illustrata dal prof. E. Steurbaut e D. Nolf esperti del settore e docenti al Reale istituto di Scienze naturali all'Università di Bruxelles. museo paleontologico di Voghera.http://www.miapavia.it/risorse/musei/scheda.cfm?idmuseo=3

A Cecima sono stati ritrovamenti di ossa di Capodoglio che fa pensare ad un giacimento fossile in attesa di essere scavato.

Il paesaggio collinare è spesso caratterizzato da poderosi calanchi ar argilla oggetto di tentativi di bonifica quasi sempre infruttuosi.
Fossili noti sono anche i foraminiferi di Villavernia e quelli di Sant'Agata Fossili (da cui il nome). Fossili marini sono anche ritrovati a Monleale e in locaità Stellara di Volpedo.

Anche sulle pendici del monte Valassa, sede dell' l'insediamento del Guardamonte, è noto ai geologi e paleontologi per la presenza di denti di squalo.

Nella pianura i vasti sedimenti argillosi hanno favorito l'insediamento di numerose industrie del laterizio che hanno rappresentato una grande risorsa economica e fonte di lavoro, duro e pericoloso, ad un gran numero di operai.


Le industrie estrattive di ghiaia e sabbia hanno contribuito allo sviluppo dell'attività edilizia. In alcune zone si è cavato per diverso tempo il gesso, ci sono bellissimi affioramenti a Garlazzolo nel comune di Retorbido,  e lo zolfo; inoltre le rocce calcaree hanno consentito la nascita di fornaci che fabbricavano calce note sin da epoca romana come quella d Massinigo presso Varzi.

Anche il panorama mineralogico è assai vario e lo conferma anche le caratteristiche del paesaggio. A Santa Giuletta nela località Castello esistono i resti di na cava che forniva l'arenaria usata in molti lavori ed in particolare per a costruzione della facciata di San Michele a Pavia, bisognosa di continui restauri.


Un'altra cava di arenaria si trova sulle pendici varzesi ed è servita, tra l'altro per la chiesa dei Cappccini di Varzi.

Miles Fiori celebre litografo in Voghera mi aveva più volte riferito che essendo lui ancora garzone del litografo suo maestro aveva imparato a levigare lastre di arenaria particolarmente fini provenienti dalla cava di Varzi, per ottenerne pietre litografiche (di non grande qualità).

Caratteristiche sono le formazioni rocciose di conglomerati presso Borgo Priolo, i sabbioni di Pozzolgroppo ed altre località che erano usati, dopo una accurata vagliatura, anche per fare la malta nelle opere edili, quasi sempre in sassi reperiti in luogo o raccolti sul greto dello Staffora e degli altri torrenti del territorio.

Un particolare sottosuolo di argille rosse si trovano a Pozzolo Formigaro presso Novi Ligure, nel passato veniva usato per costruire muri in terra cruda detti "Tron" ancora visibili nelle campagne e meritevoli di salvaguardia.


Gli appassionati collezionisti di rocce e minerali trovano nel greto dello Staffora reperti da tantissime specie mineralogiche interessanti nonchè le note concrezioni di Septaria.


La presenza di un antico vulcano è testimoniato dalle pietre nere di Pietra Corva nell'alto varzese.

É noto un marmo molto originale di colore scuro, oggi non più utilizzato chiamato Zebedassite che era estratto nelle colline di Zebedassi, comune di Montemarzino vicino a Volpedo.

http://www.comune.montemarzino.al.it/storia/curiosita.html


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