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LE VALLI

LA VALLE STAFFORA


VOGHERA


Il Castello Visconteo
Ylòcastello visconteo
Il Duomo Colleggiata di San Lorenzo
La Chiesa Rossa


Le origini

L'antico nome di Voghera era Iria, un nome che si trova nell'antichità in numerosi luoghi riferibili di solito ad insediamenti Greci o comunque orientali.
L'origine del nome è enigmatico: Iria, potrebbe essere una variante di Irene (in greco "la pace" con la pronuncia medievale "Eirene o Irinil", in Portogallo si venera Santa Iria de Santarem.

Il portoghese Iria corrisponde al galiziano Irea il nome è così diverso. In Spagna si pensa che il nome Iria o Iris deriva dal greco "messaggero degli dei" da qui "iride" e   "arcobaleno"), potrebbe essere un nome celtico e la sua traduzione "seminativi", o euskera da "iri" villaggio o città, fino a diventare un nome di luogo.


Il nome di Iria

Ancora attuale è la discussione se Voghera è l'antica Iria o se Iria è stata Castelnuovo sullo Scrivia e quinndi se il torrente Iria era lo Scrivia o l'antico nome dello Staffora.

I testi fondamentali sull'origine e la storia di Voghera sono:

  • Giuseppe Manfredi - Storia di Voghera - pubblicata nel 1854 e ristampata a Voghera nel 1908 per i tipi di Ruscani Gavi Nicrosini e successivamente nel 1987 come ristampa anastatica da Atesa Editrice.

  • Clelio Goggi - Storia dei comuni e delle parrocchie della Diocesi di Tortona - terza edizione, 1973, Litocoop Tortona.

  • Cau, Paoletti, Settia - Storia di Voghera - 2003 EDO Edizioni Oltrepò Voghera

  • Daniele Salerno, Fabrizio Bernini - Il Castello di Voghera - 2010 Guardamagna Editore Varzi

Esiste poi una vasta letteratura sull'agro vogherese e i paesi dell'Oltre Po, cito solo Alessandro Maragliano, Antonio Bottazzi, Arturo Ferretto, ma ve ne sono molti altri.
La rivista "Oltre" e il settimanale "Giornale di Voghera" pubblicano regolarmente articoli e monografie di storia locale.



La città di Iria la prima città

http://www.japigia.com/docs/index.shtml?A=iria

Da Creta a Iria

Secondo Erodoto alcuni cretesi, approdati a seguito di una tempesta che distrusse le navi, sulle coste della Japigia (Puglia), non potendo far ritorno in patria, fondarono qui la loro prima città, chiamandola Iria, ponendo le basi della loro civiltà nel Salento.
Iria diventò poi Oria, nel Brindisino, si contano numerose località o città a nome Hyria, Uria o Oria, così pure in Grecia, Spagna e Portogallo.


Di Hyria, Orra e Uria, nell'antichità ne esistono altre, dal Gargano a Leuca, sino in Gallia o in Spagna, per non parlare dell'isola di Zante, tanto cara al Foscolo, chiamata, nell'antichità, anch'essa, Iria.

Dove sbarcarono i Cretesi? E' difficile pensare ad un approdo nei pressi di Taranto e, quindi, ad uno spostamento di molti chilometri per fondare l'attuale Oria, città a metà strada tra Taranto e Brindisi, molto distante dalla costa. Esiste però un'altra città, ormai scomparsa, che condivide le origini del proprio nome: Vereto.

http://www.torrevado.info/salento/Vereto.asp

Vereto, il cui antico nome sembra fosse proprio "Hyria", sorge a poca distanza dalla costa dello Ionio, sulle prime propaggini del Promontorio Iapigio. Da qui, dopo aver fondato la città i nuovi abitanti del Salento si mossero a nord, fondando altre città lungo il loro cammino: Aoxentum (Ugento), Alexias (Alezio), Baxta (Vaste), solo per citarne alcune delle più importanti.

Di Vereto, oggi, resta ben poco, fu completamente distrutta dai Saraceni intorno all'800 d.C. e i suoi edifici e le mura divennero materiale per la costruzione dei paesi limitrofi, primo fra tutti Patù.
Esiste anche una frazione Iria a Sant'Agata di Militello in Sicilia.

Testimonianze ed ipotesi: 
Cicerone (De Officciis - 10-33), (viene citata Hyria) 
Dionigi di Alicarnasso (XV-5): "Nola era la città nuova e prese certamente il posto di Hyria, di cui sono state trovate le monete" 
Ecateo di Mileto:"Vi era un'altra città nell'VIII secolo a. C. di origine Ausona (scomparsa per fenomeni tellurici o altra causa), a questa subentrò Nola". La città era, forse, Hyria 
Friendlander (Storico tedesco della metà del 1800): "Considerando le monete di Hyris e di Nola, si deduce che Hyria, fosse la città vecchia e Nola la nuova". 

Per un certo periodo,  solo Hyria coniava monete, poi Hyria e Nola, alla fine solo Nola.
Le monete di Nola sono chiare e belle, quelle di Hyria sono di fattura arcaica, d'altra parte lo storico tedesco Beloch afferma che Hyria abbia coniato monete dopo Nola (non prima), poiché le monete di Hyria sono del IV secolo, mentre Nola era stata citata da Ecateo di Mileto oltre 200 anni prima.

Iria, nella mitologia greca era la madre di Cigno e dalla morte del figlio si precipitò in uno stagno, divenendone la divinità tutelare e, poiché nei pressi di Nola, esistevano diversi stagni o paludi, si ipotizza che gli antichi abitanti abbiano dato il nome alla città (Hyria) per tutelarsi dai mali di questi stagni ed ingraziarsi nello stesso tempo, la Dea.
Di questa Iria (dal greco Iron = luogo sacro), doveva esistere un tempio intorno al quale sorgeva l'antica città. In quel tempo in Grecia esistevano anche altre due città con il nome di Iria, e ciò fa supporre Hyria fondata dai Greci; in tal modo si avvalora l'affermazione del Beloch, di una Hyria fondata solo nel IV secolo (cioè dopo Nola) e, successivamente, inghiottita dalle paludi o cancellata da un immane cataclisma. In quanto poi all'ubicazione della città ancora ai giorni nostri la questione è … in alto mare.

Alcuni collegano il nome di Hyria, ad una località a sud-est dell'attuale Casamarciano, che prima del XVII secolo, era chiamata Auriana, ipotesi confermata dallo storico A. De Stefano, in una pubblicazione su Hyria agli inizi del '900.
Ma ciò che lascia perplessi è il fatto che, oltre alle monete,non esista altro reperto archeologico di Hyria.
Così si rafforza l'opinione che questa Hyria non sia mai esistita e che il nome sulle monete sia stato imposto nel periodo dell'influenza greca sulla città di Nola.
D'altra parte tutti gli elementi che si riferiscono alla monetazione, si riportano alla tipologia dei conii Greci: Testa di Atena con elmo Attico, toro androcefalo e civetta (uccello sacro ad Atena).

Iria è una piccola località balneare ad est di Nafplio nel Peloponneso.
Nel Mare Egeo lungo la costa orientale del Golfo dell'Argolide, c'è Punta Iria con l'isolotto di Psili, che divenne famoso perché negli anni '60 fu trovato un relitto a cui seguirono ricognizioni e scavi. La nave giaceva a una profondità ai 20 metri, ad una quindicina di metri dalla riva; il sito si presentava come un cumulo di "pithoi" (grandi giare da trasporto), anfore e vasetti che copriva un'area di circa 100 metri quadrati.

Accanto a Santa Catarina d'Alessandria, santa di devozione del Cardinale di Alpedrinha D. Jorge da Costa, e probabilmente introdotta a quell'epoca tra i santi della Chiesa portoghese, le martiri Iria (o Irene, séc. VI) e Engrazia (séc.XI) sono rappresentate così semplicemente con la palma del martirio e le due corone di santità, che se non fosse per la leggenda che le identifica, difficilmente si potrebbero riconoscere nelle belle figure femminili di questa pittura anonima dell' inizio del secolo XVII le due sante di origine portoghese.

La madonna di Fatima

La madonna di Fatima apparve il 13 ottobre 1917 in una grotta chiamata Conca de Iria





Località chiamate Iria sono anche:

  • In Portogallo nella zona di Santiago vicino a Padron esiste una località chiamata Iria Flavia.

  • Nelle Azzorre esiste un isola chiamata Porto Santa Iria.


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