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Mondondone

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MONDONDONE



http://www.bibliotecauniversitariapavia.it/biblioteca/mostre_virtuali/lombardi_a_corleone/castello.html

La storia di Mondondone è legata a quella dei paesi limitrofi: Codevilla, Retorbido, Torrazza Coste, Garlassolo che hanno avuto evoluzione diversa.

Il toponimo Montedendonum  si trova per la prima volta nominato in un atto di divisione tra i Malaspina e gli Estensi citato dal Maragliano, il territorio o parte di esso venne assegnato ai Malaspina conti di Tortona.
Nel 996 esiste il castello e in un atto del 1141 sono venduti beni in Mondondone (Cavagna Sangiuliani 1891). Nel 1158 il feudo era tenuto in comune da diversi signori e il castello era sede di notaio.

Federico I con diploma dell’ 8 agosto 1164 tolse Mondondone alla giurisdizione del vescovo di Tortona per assegnarla alla città di Pavia e la comunità fu così inclusa nell’Oltrepò pavese.
In un istrumento del 1248 risulta che il castello con le sue pertinenze era posseduto per metà dal Monastero del Senatore di Pavia e per metà dai Canepanova.

Nel 1268 Rolando di Canepanova era nominato podestà e rettore di Mondondone dalla badessa del Senatore e nel 1279 il vicario del podestà di Pavia ordinava ai consoli, al consiglio ed al comune di riconoscere come podestà di Mondondone Giorgio Carbone eletto dal monastero del Senatore. In una sentenza del 7 giugno 1298 il podestà di Pavia ordinava alla comunità di Voghera di non molestare gli uomini di Mondondone perchè erano sotto la giurisdizione del monastero del Senatore.

Montedendonum è citato nell’elenco delle terre del contado di Pavia del 1250 come appartenente all’Oltrepò.
Nel 1412 la squadra di Mondondone, comprendente anche Codevilla e l'attuale comune di Torrazza Coste nonché la frazione Garlassolo del comune di Retorbido, fu data in feudo a Rainaldo Beccaria del ramo di Pieve del Cairo. Nel 1610, estinti questi Beccaria, il feudo fu venduto ai conti Rovida di Pavia, cui restò fino all'abolizione del feudalesimo nel 1797.
In tutto questo periodo Mondondone era rimasto sede comunale. Ai suoi piedi era andato sviluppandosi Codevilla, che almeno dalXVI sec. era divenuto il centro più importante, e anzi uno dei più popolosi della zona.
Matteo ed Azzone Visconti agli inizi del sec. XIV con l’aiuto dei Beccaria presero Mondondone e lo fortificarono. Nel 1317 fu assediato dalle truppe del marchese del Monferrato. Nel 1412 il duca di Milano donava Mondondone in feudo a Rinaldo Beccaria e nelle carte dell’ Archivio di Stato di Milano è conservato il giuramento di Manfredo e Rinaldo Beccaria a Galeazzo Maria Sforza.

Alla morte di Aureliano Beccaria il feudo ritornò alla Camera Ducale e nel 1610 venne assegnato con Codevilla a Giovanni Battista Beccaria, ome "Monsdondonus" è inserito nel comparto delle strade degli "Statuta stratarum" del 1452 come appartenente all’Ultra Padum.

Mondondone compare nell’elenco delle dichiarazioni del focatico del Principato di Pavia per l’anno 1537 come appartenente alla Congregazione rurale dell’Oltrepò e Siccomario; sono sotto la sua giurisdizione Murisasco, Garlassolo, Codevilla, Pontassio, Piana e Siccomario.
Con la costituzione della provincia di Voghera, nel regno Sabaudo, il feudo di Mondondone fu incamerato e fu costituito capoluogo di comune che comprendeva Codevilla, Garlassolo, Casareggio, Rasei, Piana, Sant’Antonino, Torrazza, Trebio, Pragate, Mogliasco, Cadè, Riccagioia, Maresco, Castellazzo, Nebiolo, Muriasco, Case di Bertuggia

La leggenda vuole che proprio in Mondondone abbia avuto origine il noto racconto di Bertoldo e Bertoldino; re Alboino, negli anni dell’assedio di Pavia (551-553) si dice avesse posto dimora estiva e zona di caccia preferita, nella villa Casa Reggia di Mondondone e qui conobbe Bertoldo e la sua famiglia.  La tradizione è perpetuata nella Sagra del polentone che si tiene a Retorbido nel periodo del Carnevale (Vedi).

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