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Montebello della Battaglia

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SULLA VIA EMILIA


MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA

Tratto da Storia di Montebello


Montebello è un piccolo comune ma denso di avvenimenti storici e edifici prestigiosi, la sua posizione privilegiata, come un balcone sulla pianura, indusse, sin da epoca remota, insediamenti di guardia e osservatorio per le battaglie che si svolsero nella piana sottostante. Il suo nome deriva appunto dalla bellezza del luogo, ma più facilmente deve essere inteso come Mons belli e cioè monte della guerra, dato dai Romani dopo la battaglia di Casteggio del 222 a. C. (vedi)


A Montebello si trovava un insediamento romano, probabilmente una villa dipendente dalla vicina città di Clastidium (Casteggio). Nell'alto medioevo vi fu fondato un monastero benedettino dedicato ai santi Gervasio e Protasio, attorno al quale si andò formando il paese, che assunse presto notevole importanza.
Il monastero ricevette ampie donazioni nei secoli seguenti, divenendo il maggior possidente locale.


Nel 1164 fu assegnato da Federico I (Barbarossa) alla città di Pavia. Nel 1175 gli eserciti della Lega Lombarda e di Federico si stavano per scontrare nei pressi di Montebello, ma si addivenne ad un momentaneo armistizio (pace di Montebello) che rinviava il confronto all'anno dopo (Battaglia di Legnano).


Nel XIV secolo cominciò a prevalere la signoria dei Beccaria di Pavia, che nel 1469 ottennero il titolo di Conti di Montebello. La contea di Montebello comprendeva anche Verretto, Castelletto Po, Cantalupo e Regalia presso Bressana Bottarone, Torre del Monte (fraz. di Borgo Priolo) e Barisonzo (fraz. di Torrazza Coste).
I più bei palazzi di Montebello sono: Palazzo Dal Pozzo già convento dei Girolamini, Palazzo Bellisomi detto Castello rosso, Villa Delconte, Villa Marchese Lomellini, Villa Veniali, Palazzo Lunati Pallavicino Mazza, Villa De Ghislanzoni.

Le battaglie di Montebello:
Prima battaglia di Montebello del 1800 tra l'esercito napoleonico comandato dai marescialli Lames e Victor e gli austriaci comandati dal generale Ott che fu sconfitto.
http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Montebello_(1800)

Battaaglia di Montebello 1859
E' la battaglia più importante legata a alla guerra d'indipendenza e tappa importante verso la creazione dello stato unitario.
Oppose l'esercito franco piemontese comandato da Maurizio Gerbaix Sonnaz agli austro ungarici di Elia Federico de Farey. La vittoria degli italiani aprì le porte all'unificazione.

http://soldatiniestoria.blog.tiscali.it/2010/08/08/la-battaglia-di-montebello-la-prima-grande-vittoria-per-l%E2%80%99indipendenza-d%E2%80%99italia/?doing_wp_cron

Eccidio della famiglia Cignoli 1859
http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_della_famiglia_Cignoli
La fucilazione avvenne il 20 maggio 1859 presso Torricella Verzate. Durante una ricognizione premilinare all battaglia di Montebello, una pattuglia austriaca operò una perquisizione in una fattoria isolata, trovando una vecchia fiaschetta di polvere da sparo usata per la caccia. Tanto bastò ai militari per arrestare i membri maschi della famiglia Cignoli, poveri fittavoli del fondo, oltre ad alcuni conoscenti che si trovavano casualmente nell’aia:

Pietro Cignoli (60 anni), Antonio Cignoli (50 anni), Gaspare Riccardi (48 anni), Girolamo Cignoli (35 anni), Antonio Setti (26 anni), Carlo Cignoli (19 anni), Bortolo Cignoli (18 anni), Luigi Achille (18 anni), Ermenegildo Sampelligrini (14 anni) vennero condotti sulla strada per Casteggio, dove il comandante militare del settore, il feldmarescialllo Karl von Urban, ne decise la fucilazione, eseguita immediatamente sul ciglio della strada. Alcuni vennero lasciati ad agonizzare per ore, Pietro Cignoli – dopo la battaglia – venne rinvenuto ancora vivo e trasportato all’ospedale di Voghera, morì alcuni giorni dopo.

La piccola vedetta lombarda
Il famoso libro di De Amicis "Cuore" rese famoso questo episodio della Battaglia di Montebello fino a farlo ritenere un episodio dettato dalla fantasia.
Fabrizio Bernini e Daniele Salerno, storici iriensi, hanno trovato le tracce storiche e dato un nome al martire della battaglia.
http://digilander.libero.it/trombealvento/pimmagini/vedettal.htm

Fabrizio Bernini, Daniele Salerno "Io sono la Piccola Vedetta Lombarda" Falco Editore, Cosenza, 2009.

Si chiamava Angelo Minoli era orfano e viveva in un cascinale dove lavorava. L'unico erreore di De Amicis è stato di confondere il pioppo con un frassino, forse il frassino aveva un suono più elegante e meno prosaico. I frassini vegetano oltre i 600 mlm su terreni sciolti esposti a sud e sono caratteristici delle colline d'Oltre Po dopo i 600 m.

Ai primi del 900 la famiglia Veniali ospitò più volte lo scrittore Edmondo De Amicis nella loro casa di Montebello, durante uno questi soggiorni, lo scrittore trasse lo spunto per scrivere il celebre racconto "La Piccola Vedetta Lombarda", inserito nel suo libro più famoso: Cuore. Rifacendosi ad un racconto della tradizione orale locale o, come dice qualcuno, trasferendo sul campo di battaglia di Montebello un racconto della tradizione relativo ad un episodio analogo durante una battaglia in area veronese.

La ricerca di Bernini e Salerno restituiscono al nostro territorio un episodio commovente di sacrificio. Tutti si augurano che un giorno sia restaurato il piccolo cascinale abbandonato e ci si prenda cura dell'albero lasciato all'incuria del tempo e che per fortuna è stato salvato dall'abbattimento previsto per far passare la circonvallazione.

L'albero della picola vedetta lombarda
La cascina adiacente al pioppo in cui viveva Angelo



Reggimento Lancieri di Montebello
Il reggimento venne costituito il 16 settembre 1859 a Voghera come cavalleggeri di Montebello per onorare il valore nellaBattaglia di Montebello del 20 maggio 1859, nella quale i franco-piemontesi sconfissero gli austriaci nel quadro della seconda guerra d'indipendenza.
Nel 1860 il reggimento passò alla specialità lancieri, assumendo il nome che porta ancora oggi.
Negli anni 1861-63 fu schierato in Puglia per la repressione del brigantaggio.
Prese parte alla terza guerra d'indipendenza e alla prima guerra mondiale, per poi essere sciolto nel 1920.
Il reggimento fu ricostituito nell'estate del 1942 come raggruppamento esplorante corazzato, inquadrato nella 135ª Divisione corazzata "Ariete II", rimanendo a presidio del territorio nazionale. Nel luglio 1943 venne rischierato a difesa di Roma, dove partecipò ai combattimenti successivi all'8 settembre, venendo annientato dai tedeschi. Per questo fatto d'arme la bandiera del reparto è stata decorata con una medaglia d'argento al valor militare.
Il reggimento fu ricostituito come gruppo squadroni nel 1950. Inizialmente posto alle dipendenze del 4º Corpo d'Armata Alpino, già nel 1951 fu rischierato a presidio della Capitale.
Dalla Missione in Somalia in poi, il reggimento ha preso parte a tutte le missioni estere cui ha partecipato l'Italia. In particolare, unità del reggimento furono coinvolte nella battaglia del pastificio  a Mogadiscio contro i ribelli somali, il 2 luglio lt 1993, dove cadde il sottotenente Andrea Millevoi, decorato di medaglia d'oro al valor militare.


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