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Oramala

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IL CASTELLO DI ORAMALA
Oramala

Castello di Oramala
Il castello durante i restauri

Oramala
http://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Oramala

Il Castello di Oramala
http://www.varziviva.net/oramala.htm

Un interessante blog http://theauramalaproject.wordpress.com/ in lingua inglese parla di Oramala, in particolare per le vicende legate alla sorte di Edoardo II d'Inghilterra la cui tamba si trovava nel monastero di Sant'aAlberto di Butrio. E' stato pubblicato un libro di Ivan Fowler "auramala - il re è vivo" edoto da Il mondo di TELS.
Auramala

Questo castello è stato senz’altro la prima dimora di quella potente famiglia longobarda che in seguito verrà chiamata Malaspina, che proveniendo dalla Lunigiana, affacciatasi in Val di Stàffora, scelse il luogo d’Oramala per insediarvi quel che diverrà uno dei più potenti marchesati d’Italia settentrionale. L’epoca in cui questo avvenne fu il X secolo, ma la prima notizia scritta risale all’inizio di quello successivo, quando nel 1029 Alberto, figlio di Oberto Obizzo, presta giuramento alle consuetudini di Genova e porta con sé alcuni dei suoi vassalli, fra cui “Rustico d’Oramala”.

In seguito il castello pervenne alla famiglia d’Este, loro congiunti. A questi ultimi fu tolto dal Pontefice Adriano IV nel 1157 e dato in feudo al vescovo di Tortona. Nel 1164, come premio per i servigi svolti, l’imperatore Federico I Barbarossa concede ad Obizzo Malaspina il possesso di quasi tutte le terre precedentemente avute che partono dalla Pianura Padana ed arrivano all’alta Toscana, comprendendo il castello e la rocca d’Oramala.

Tre anni più tardi, nel 1167, Obizzo ha modo di ripagare il suo signore per avergli concesso le terre sopraccitate. Questi, lasciata Roma preda di un’epidemia che gli aveva decimato l’esercito, giunse da Pontremoli con l’intenzione di arrivare a Pavia attraverso l’appennino, ma si vide sbarrare la strada dalle truppe della Lega Lombarda
L’imperatore deviò, perciò, verso Villafranca sul Magra, da lì, sotto l’esperta guida del marchese Obizzo, arrivò a Pavia attraverso l’itinerario dei paesi liguri, sentieri tracciati dai mulattieri, discendendo poi la Valle Stàffora, sostando a pernottare nel castello d’Oramala, che era il più difeso della zona.

Fu grazie ad Obizzo se, il primo settembre, Federico poté giungere a Pavia e da lì riorganizzare la sua compagine per proseguire oltralpe. Questo periodo fu per i Malaspina ed il castello d’Oramala il momento del loro maggior splendore, anche culturale, perché riposero in parte le armi e le scorribande militari, per far fiorire il culto della gentilezza e della poesia.

Fu così che intorno alle donne del potente casato si unirono, in quella solitaria e protetta dimora, i trovatori provenzali che per primi in Italia cantarono le loro poesie, ingentilendo quel fosco ambiente d’armi e d’armati.

Fino al XIII secolo tale luogo rimase il centro direzionale della Valle Stàffora e delle valli limitrofe. Solo successivamente, in seguito a divisioni feudali, i Malaspina scesero nei paesi di fondovalle lasciando ad Oramala una funzione secondaria. Dal XIV secolo il castello d’Oramala fu interessato a fatti d’arme e congiure che videro, di volta in volta, i suoi feudatari schierati a favore o contro i duchi di Milano: dapprima i Visconti, indi gli Sforza.

Un Manfredi, figlio di Nicolò Malaspina, godette i favori di Ludovico il Moro e nel 1474 ottenne il permesso di fortificare il castello. Infatti, prima di tale data, non aveva l’aspetto maestoso che ha in questo momento perché la torre, e parte della rimanente struttura, è stata costruita con il criterio più moderno (per quei tempi) atto a resistere ai colpi di un’artiglieria che incominciava a mettere in difficoltà i castellani.

I suoi muri, di uno spessore di oltre 2 metri e la forma semicircolare rivolta verso la vicina collina dove potevano essere piazzate le artiglierie, sono dati inequivocabili che tanto la torre quanto la parte del castello furono costruiti e potenziati con criteri che l’arte militare di fine Medioevo suggeriva.


La poderosa rocca rimase alla famiglia Malaspina fino alla fine del XVIII secolo, dopo di che fu abbandonata; di conseguenza incominciò il progressivo sgretolarsi di tutta la struttura.


Nel 1985, i fratelli Panigazzi, attuali proprietari, iniziarono la ricostruzione delle parti crollate, che è tuttora in corso, allo scopo di conservare un’opera che per novecento anni ha conosciuto ed in parte ha fatto la storia delle nostre valli.

Oramala corte d'amore.
Al fine di recuperare le tradizioni e i costumi della corte malaspiniana è sorta l'associazione dello Spino Fiorito per promuovere il Parco letterario delle terre dei Malaspina http://spinofiorito.wordpress.com/ si sono tenute manifestazioni ed altre saranno organizzate sul tema dei trovatori e le canzoni d'amore alla corte dei Malaspina.
http://www.miapavia.it/articolo.cfm?id=449


Disegno tratto da: Berlanda alla corte di Oramala



Una fiaba ambientata nel castello di Oramala scritta da Lucia Torti ed illustrata dagli allievi della IV e V della scuola P. Ferrari di Varzi. Racconta come la mela chiamata Pomella genovese giunge ad Oramala e si diffonde in un ampio territorio circostante.

Lucia Torti "Berlanda alla corte di Oramala - Una storia della pomèla genovese" Edizioni La ricotta 2013.

Un camino nel castello
Castello di Oramala (o Castello Zucchi) in un affresco di Sant'Alberto
Dame al castello

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