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Rivanazano

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RIVANAZZANO

Torre pentagonale medievale
Immagine del borgo di Nazzano
Cappela della Madonna del Monte
Interno della cappella della Madonna del Monte
Palazzo Comunale
Terme di Rivanazzano
Castello di Nazzano
La Valle Staffora con veduta del Castello di Nazzano

Rivanazzano ha origini antichissime. Il territorio fu abitato, già in epoca pre romana, sia per la presenza di sorgenti e delle acque dello Staffora, sia per la salubrità dell'aria e per il fertile suolo.

Il primo documento, nel quale è citato "Vico Lardario", è un diploma dell'imperatore Ottone l, stilato nel 962, nel quale sono elencati i luoghi in cui deteneva beni il Monastero pavese di S. Pietro in Ciel d'Oro e così si dice in proposito "In comitatu Terdonensi (Tortona)... in Vico Lardario et in Campanino".

Il secondo documento risale al 27 maggio 1006 nel quale si asserisce quanto segue "Leoperto, giudice del fu Rotdone, e sua moglie Raza, del fu Ododone, stando in Voghera, danno al Monastero di San Marziano una pezza di terra in "Vico Lardario".
Un'altra testimonianza si trova nella matricola dei notai datata 1284, nella quale il Comune era sede di tre notai, indice d'importanza del territorio.

Uno storico, come il Du Cange, cita come Vico Lardario prima dell’anno 1000 come “Locus Ubi lardum servatur e ritenetur, atque, ade o cameas coeterae”  luogo di conservazione del lardo e delle carni suine. Fino al XVII secolo era cinta da mura che proteggevano il castello, di cui oggi rimane solo l’antica torre pentagonale risalente al 1200 ancora un po' misteriosa sia per la forma inconsueta sia per la sua origine. , Rivanazzano fu teatro di aspre contese con Voghera, per l’utilizzo delle acque dello Staffora e ripetutamente occupato da bande che saccheggiavano i territori dell’appennino.

L'epoca di costruzione del castello è del sec. XI, costituito da un corpo principale a blocco, una "rocchetta", d'impianto rettangolare e da un'adiacente alta torre a pianta quadrata. La facciata è arricchita dà un grande archivolto ogivale, cieco. La rocca è visibile da grande distanza, alcuni documenti portano a credere che esistesse in luogo una fortificazione già prima del Mille, l'ultimo restauro è stato nel 1905, dai marchesi Roverato, i cui eredi sono tuttora proprietari dell'edificio, consentendo un buono stato di conservazione e l'uso come residenza privata della famiglia.

Dall'unione dei due nomi di Riva e di Nazzano, deriva il toponimo del Comune.
Va ricordato, invece, che il Castello, sito a Nazzano, come si vede oggi, è stato ricostruito sulle rovine di uno precedente, poi fortificato nel 1360 per ordine di Gian Galeazzo Visconti. Il maniero era la guardia militare della Valle Staffora e, nel tempo stesso, un vigile occhio che poteva controllare la pianura padana dalla "stretta" militare di Stradella fino a Voghera.

Nel 1081 Guidone Malaspina lo cedeva, con atto notarile, ai Sannazzaro che, fedeli ai Malaspina e poi ai Visconti, lo tennero per molti secoli come si evince da un privilegio dell'imperatore Venceslao del 12 marzo 1395.
Nel 1362 il castello fu assediato dalle bande bretoni ed inglesi al soldo del Marchese del Monferrato, ma le guarnigioni di stanza al castello tennero validamente testa alla superiorità numerica degli avversari che dovettero abbandonare l'impresa.
Sul principio del secolo XV divenne di proprietà dei Beltramenghi, dei De Assalitis e dei De Marriollis. Nel 1540 lo ebbero i De Petra che lo cedettero quasi subito a Francesco Sanseverino.

Nel 1610 appartenne ai Mezzabarba e nel 1712 passò definitivamente ai marchesi Rovereto di Genova che, a tutt'oggi, ne sono ancora i proprietari.
Il nucleo di Nazzano comprende anche alcune case di abitazione, la villa dei nobili eredi di Massimo Di San Pietro Rati Opizzoni, con splendidi giardini, un sentiero conduce alla Madonna del Monte una cappella votiva contenente una interessantissima collezione di ex voto meta di processione votiva il 15 agosto di ogni anno. e purtroppo anghe di efferati atti vandalici.

Concerto di arpa celtica al castello di Nazzano
Le fonti termali che furono motivo dei primi insediamenti sono state sfruttate fino ad oggi come luogo di cura e soggiorno turistico.
Esisteva anche un'altica fonte in località San Francesco contraddistinto da un elegante chalet che in passato ebbe una grande rilevanza. La ferrovia Voghera – Varzi, oggi smantellata, contibuì allo sviluppo facilitandone l'accesso. a Dan francesco esisteva un antico convento di frati, distrutto da Napoleone e parzialmente riedificato come villa dall'ammiraglio Bertetti.
Oggi è sede di un piccolo aeroporto turistico che lascia prevedere un idoneo impulso al turismo della zona. A Rivanazzano si tengono numerose sagre e manifestazioni, una fiera del libro, una chermesse del cioccolato e rievocazioni storiche.
Esiste una ricca Biblioteca civica sede anche di un circolo astrofilo e grandi giardini pubblici.

Il municipio fu costruito nel 1910 in stile gotico e nella sala consiliare è conservato un affresco della Madonna della neve opera voluta dai cittadini per ringraziare la madonna che con una copiosa nevicata debello la peste nel 1501. l'affresco era in una cappella esistente sull'area che sarà occupata dal nuovo Municipio, esaminata da Pelizza da Volpedo e da un esperto dell'accademia di Brera venne attribuita ad allievi della bottega di Leonardo da Vinci che in quegli anni operava a Milano.

L'opera fu recuperata, trasportata su tela ed esposta nel nuovo palazzo comunale.
Rivanazzano è ricca di antiche dimore nobiliari, Malaspina, Gatti Zelaschi, Lunati, Corti; un grande parco prospicente lo Staffora e la turre pentagonale faceva parte del Palazzo Brugnatelli, medico di rivanazzano fuggito da Milano dopo le cinque giornate, fu lui a scoprire le fonti solfuree di Montalfeo mentre cercava lo zolfo che a tratti affiora nella località. fu il primo ad avviare attività termale costruendo anche un grande albergo. Nel parco e ancora visibile un'antica ghiacciaia dove si immagazzinava la neve d'inverno e utilizzata per conservare le derrate alimentari durante tutta l'estate.

Fuori Rivanazzano esistono ancora due grandi cascine storiche la Bidella e la Marchesina, la Bidella è ricordata per l'attività ippica che si svolgeva diretta dal cavaliere, ufficiale dei carabinieri, Rolandi Rovereti, e per essere stato il set del film "Cavalleria" con Amedeo Nazzari.

Comune di Rivanazano

Castello di Nazzano nel 1900 prima dei restauri
Veduta dal cortile interno dopo i restauri

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