Stradella - L'Oltre Po

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Stradella

PAESI E CITTA' IMPORTANTI > Sulla Via Emilia


STRADELLA


Infopoint Stradella  e tutto l'Oltre Po.


Stadella è oggi conosciuta come centro viticolo - enologico in quanto nel territorio che la circondo prosperano vigneti e sono numerose le cantine private o a carattere sociale che producono e commercializzano in tutto il mondo i loro prodotti.


Questa peculiatità è comune anche ai vicini centri di Broni, Santa Maria della Versa, Canneto, Rovescala ed in pratica atutto l'Oltre Po ed oltre Colli tortonesi da una parte, colli piacenti dall'altra.


La zona di Stradella è comunque peculiare per la produzione del Moscato "Fior d'arancio" e dell'uva Pinot dal quale si ricava ottimo spumante col metodo classico e per questo chiamato Classese. Le cantine che primeggiano in questo settore Sono quelle di Santa Maria della Versa, di Canneto e paesi limitrofi. Recentemente è stato introdotta anche il Cruasè spumante rosato e prodotto da diverse cantine della zona.


http://www.laversa.it/index.php?op=home


https://vinoestoria.wordpress.com/2014/11/19/la-cantina-sociale-di-montu-beccaria/


http://www.terreoltrepo.it/


Il caratteristico campanile della chiesa costruito provvisoriamente su di una torre della città
La chiesa rimanica di Montalino
Salita alla chiesa di Montalino


http://it.wikipedia.org/wiki/StraA della#mw-head

A Stradella gli Appennini si avvicinano al Po, quasi attraversandolo, cosicché la pianura Padana a sud del fiume si restringe in un corridoio detto "stretta di Stradella". In questo punto il fondo del fiume si alza quasi vi fosse una diga, e dopo le piene i cercatori percorrono la parte a monte trovando spesso reperti paleontologigi scavati nelle montagne, trasportate a valle e sedimentate in questo punto. il museo Paleontologico di Voghera è ricco di reperti provenienti da questi siti.


Stradella si trova alla fine della Valle Versa solcata dal corso dell'omonimo torrente. Stradella è anche attraversata dal torrente Bedo he oggi è completamente coperto, in alcune strade è possibile vedere le vecchie paratoie che servivano ad indirizzare le sue acque in diversi canali che servivano all'irrigazione, passa sotto la strada statale e la ferrovia sfociando in campagna.

I primi insediamenti sulle creste dei colli furono Liguri, Gslli Boj, Levi e Marici; poi arrivarono i Romani. Lungo al Sarada statale (Via Romea) è stata trovata una tomba romana del II sec. d.C. di un certo Lucio Valente. Nel 1828 suu torrente Versa fu ritrovata una bella statua della dea Pallade, oggi al museo di Torino.


Con la caduta dell'impero romano fu la volta dei barbari: Galli, Visigoti, Unni, Longobardii e Franchi si alternarono nelle distruzioni.

Il suonome era Jella (facciamo gesti scaramantici). Alcuni studiosi della tavola Peutingeriana la voglino far coincidere con una città romana chiamata Camelio Mago o Vamelio Magus o ancora Camillomagnus. Oggi si ritiene non vi sia coincidenza ma si tratti di due lacalità distinte (forse Broni). 


I Romani si insediarono definitivamente nel 220 a. C. dopo le note battaglie di Clastidium, la battaglia del Ticino, la battaglia del Trebbia (vedi L'ivasione Romana).

L'opera più grnde dei Romani fu quella di contruire la Stada Postumi detta poi Romea; essa collegava le terre dell'Emilia (Piacenza e Velleja) e quindi Roma con la valle del Po e Genova, con Dertona e il Piemonte fino a Torino.


Una ulteriore devastazione fu operata nel 915 sotto il regno di Berengario I ad opera degli Ungari.

 
La storia di Stradella si confonde, nel medioevo, con quella dell'antica località di Montalino, situata su un'altura alla periferia meridionale della città attuale, dove ancor oggi si trova l'oratorio di San Marcello in Montalino.


Sia Montalino sia Stradella appartenevano alla signoria temporale del Vescovo di Pavia, anche se non è chiaro da quando. Infatti già nel 943 i Re d'Italia Ugo e Lotario avevano donato al vescovo Litifredo II diverse località nell'Oltrepò: Cecima, Pancarana e la vicina Portalbera, cui forse era aggregato Montalino.



Dalla metà dell'XI secolo Montalino con Stradella (citata come Stratella nel 1029) appartenevano alla mensa vescovile di Pavia, costituendo anzi il centro più importante della signoria. Nel 1164 passò con l'Oltre Po sotto la giurisdizione pavese, continuando comunque, sotto di essa, la signoria vescovile; il relativo diploma imperiale nomina ancora Montalino e non Stradella. Comunque nei secoli successivi il rapporto di importanza tra i due centri si inverte: attorno al 1300 Stradella è cinta di mura, e Montalino come località abitata decade, mentre mantiene ancora grande importanza strategica la munitissima Rocca di Montalino, o Rocca del Vescovo, che sorge sull'alto colle dominante l'abitato. Montalino e Stradella devono spesso sostenere l'urto dei comuni, in particolare Piacenza, in lotta con Pavia: particolarmente gravi le distruzioni nel 1214 e 1216, e poi nel 1373 ad opera di Giovanni Acuto.


La signoria vescovile fu lunga e particolarmente benefica per la prosperità di Stradella: fin dal 1220 veniva concesso il mercato settimanale del martedì, e nel 1419 il vescovo Pietro Grassi diede a Stradella gli statuti comunali. La signoria del vescovo, Conte di Stradella, cessò nel 1797 con l'abolizione del feudalesimo. La mensa vescovile di Pavia era proprietaria di gran parte di Portalbera, secondo centro della signoria, ma a Stradella la proprietà terriera era molto più frazionata, essendovi molti proprietari anche borghesi, segno della prosperità del borgo. Esso andò crescendo anche nei secoli successivi la fine del medioevo, e nel XIX secolo era divenuto il secondo comune dell'Oltre Po per popolazione, meritando nel 1865 il titolo di città.


Vi erano due fortezze o Rocche una superiore arroccata in alto ben fortificata ed ancora oggi visibile, Una galleria pare la collegasse con quella inferiore detto Rocca di Montalino di cui rimangono visibili la torre in centro citta, po trasformata "provvisoriamente" in campanile per la chiesa adiacente che crollò e non fu più ricostruito. Sono visibili anche i resti delle antiche mura e i contrafforti, guardando in alto dallo scalo ferroviario. Questa fortezza inferiore era sulla strada per Piacenza ed aveva due porte ad E la porta Piacentina che conduceva a Piacenzae a W porta Pavese che portava a Pavia e alla via Romea. Il primo feudatario noto è Ugone d'Este (1029) e alla sua morte la moglie Gisella (1038) lasciò tutto al Vescovo di Pavia Rinaldo. Da allora per almeno 800 anni il feudo rimase del Vescovo di Pavia che nominava di volta in volta l'amministratire: il Catellano che abitava nella fortezza inferiore.


Nel 1165 Stradella fu risparmiata dalla devastazione di Federico Barbarossa ma nel 1216 fu devastata dalle truppe Piacentine che furono sempre nemici di Stradella.


fu un continuo alternarsi di invasioni e ricostruzioni fino al 1800, infatti passarono per Stradella Ugolino Gonzaga e il Conte Landi, piacentino, e poi il marchese di Monferrato che la saccheggiarono, e poi Giovanni Acuto. Nel 1402 Facino Cane fu chiamato a sedare un aribellione dei cittadini contro i Visconti e il vescovo di Pavia.

Una certa tranquillità vi fu nel periodo di regno di Ludovico il Moro fino all'invasione francese di Luigi Xii. Dopo al famosa battaglia di Pavia del 1525 arrivò il dominio spagnolo si susseguirono scontri fra alleati dei Francesi e degli Spagnoli fino alla pace di Utrecht che segnò l'arrivo degli austriaci.

Furono opiti della Rocca inferiore Carlo Aemanuele IV, i gernerale Souvaarow Il generale francese Lannes, il generale austriaco Ott e Napoleone Bonaparte: Stradella passò dagli austriaci ai Francesi che cedettero il territorio al Re di Sardegna.

Stradella era su confine Lombardo-veneto e ducato di Parma e qui si trovava la dogana. Nel 1858 fu inaugurata la ferrovia Torino Piacenza che diede grande sviluppo al territorio.


Nel periodo risorgimentale Stradella fu occupata dagli Austriaci comandati dal generale Urban che vennero sconfitti a Montebello.

Nel 1886 ospitò Giuseppe Garibaldi di ritorno dalle vittoriose battaglie in Trentino. Il resto è storia di oggi.


La produzione di fisarmoniche


Stradella è stata per molti decenni uno dei principali centri di produzione della fisarmonica al mondo. Una delle prime fisarmoniche fu prodotta nel 1876 da Mariano Dallapè trasferitosi a Stradella pochi anni prima dalla natia Cavedine (Trentino). Il successo di questo primo prototipo di armonica indusse il Dallapè ad aprire una bottega per la produzione di fisarmoniche. Il suo esempio fu seguito negli anni successivi da vari altri artigiani che aprirono prima bottega e poi vere e proprie fabbriche.


Nel periodo di massimo sviluppo, tra le due guerre mondiali, lo stabilimento di Dallapè contava circa 300 operai, 60 quello di Maga, 50 quello di Rogledi. In quegli anni, su 10 mila persone che abitavano a Stradella, 1.200 erano occupate nella produzione di fisarmoniche.


Nel secondo dopoguerra il cambiamento dei gusti musicali e la nascita ddegli strumenti elettronici ha determinato un progressivo declino della produzione di fisarmoniche e la chiusura della maggior parte delle fabbriche stradelline.
La storia della fisarmonica a Stradella è ampiamente documentata nel Museo della fisarmonica, ospitato all'interno di Palazzo Garibaldi, in via Montebello, che custodisce anche il primo prototipo di Dallapè.

https://www.youtube.com/watch?v=QH_V-Cd266I


Città del libro


Nell'ottobre 2010 è stata inaugurata a Stradella la Città del libro, il più grande magazzino logistico d'Europa dedicato all'editoria, realizzato da Ceva Logistics: 80.000 metri quadrati con strutture in grado di smistare ogni anno 90 milioni di libri, ovvero il 50% di quelli distribuiti sul mercato italiano.


Museo della fisarmonica:
http://www.comune.stradella.pv.it/fisarmonica.php?stile=2&

Bibl.:

Renzo Gariboldi "La città di Stradella" - Edizioni Tipograf - Stradella 1986


Monumento ad Agostino Depretis
Una fisarmonica stradellina
Ricostruzione della città fortificata di Stradella dalla pubblicazione di Renzo Gsriboldi
Il disegno di Leonardo da Vinci



La fisarmonica di Leonardo da Vinci


La fisarmonica di Leonardo è visibile sul sito e la si può ascoltare nella voce della sua ricostruzione tratta da un disegno di Leonardo è frutto di una ricerca di Denis Biasin e Mario Buonoconto di Azzano Decimo in Friuli.


Ricostruzione della fisarmonica di Leonardo da Vinci
Stradella in una cartolina del 1940 donata da Nicol Magni
Il miccone di Stradella
Stradella era collegata a tutta la Valle Versa fino a Santa Maria da un tra elettrico di cui abbiamo un reperto filmato:  Il tram per Santa Maria

Il miccone di Stradella
Le specialità locali, oltre al vino e ai piatti tradizionali dell'Oltre Po emerge il pane come miccone e cioè una forma grossa di pane ben lavorato e lievitato a lungo per due volte lievitato il peso è di almeno 1 Kg e può essere mangiato anche dopo un paio di giorni.




Fonte Missaga (da Infopoit sradella)
Lo fontane
A Stadella vi erano e vi sono alcune fontane pubbliche, la più nota è la "fontana dei quattro cannoni" così chiamata perchè l'acqua sgargava da quattro grosse canne di ferro, era posta all'inizio del paese e ristorava uomini e animali che si abbeveravano. Raccoghieva l'acqua da numerose fonti soterranee a monte e le convogliava con tubature alla fontava che la faceva ricadere in un grande vasca di granito: è ancora oggi visibile di fronte al Municipio.

La fontana interrata
Nei giardini pubblici di fronte al monumento ai caduti, sono visibili le tracce di una vasca appartenente ad una fontana che venne interrata quando si costruì il monumento per fare uno spazio antistante e per eliminare un sito spesso ricettacolo di immandizie.

Fonte missaga

Questa fonte, ancora esistente si trova in comune di Montesacano, sulla strada statale, porta il nome di un sindaco del paese e le sue acque oligominerali sono conosciute per gli effetti terapeutici.

Stradella è il paese in cui morì nel luglio del 1887 Agostino Depretis  nato a Mezzana Corti Bottarone nel gennaio 1813 è stato un politico italiano molto noto, fu ministro in vari dicasteri e fautore di di numerose opere pubbliche in Oltre Po. Era socialista e ritenuto un trasformista per gli accordi che prese con esponenti di idee diverse. Carducci, anche lui deputato, lo soprannominò vinattiere oltrepadano.


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